- Categoria
- Guida alla scelta
- Pubblicato
- 18 maggio 2026
- Ultimo aggiornamento
- 18 maggio 2026
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- A cura della Redazione 123Formazione
A cura della Redazione 123Formazione
Revisione: team tecnico sicurezza
Ultimo aggiornamento: 18 maggio 2026
Dai vecchi “rischio basso/medio/alto” ai nuovi livelli
Con i decreti antincendio entrati in vigore nel 2022 (in particolare il D.M. 02/09/2021, cosiddetto “decreto controlli/formazione”), la terminologia è cambiata: i corsi per gli addetti antincendio non si classificano più con le vecchie etichette “rischio basso, medio, alto”, ma con i livelli 1, 2 e 3. Il livello 1 corrisponde, in linea di massima, alle attività a rischio più contenuto; il livello 2 a quelle intermedie; il livello 3 alle attività più impegnative sul piano del rischio incendio.
Non si tratta solo di un cambio di nome: il decreto ridefinisce contenuti e durata dei corsi e introduce regole aggiornate su designazione e aggiornamento degli addetti. Capire in quale livello ricade l’attività è quindi il primo passo per scegliere il corso corretto ed evitare di formare il personale su un livello inadeguato.
I tre livelli a confronto: tabella concettuale
Livello 1 — Profilo: attività con rischio incendio più basso, generalmente di dimensioni e affollamento contenuti e senza lavorazioni particolarmente pericolose. Corso addetti: il più breve dei tre, focalizzato sui principi base della prevenzione e sull’uso dei mezzi di primo intervento.
Livello 2 — Profilo: attività con rischio intermedio, per dimensioni, presenza di persone o tipologia di lavorazioni. Corso addetti: durata e contenuti maggiori rispetto al livello 1, con maggiore enfasi sulle procedure di emergenza.
Livello 3 — Profilo: attività con rischio più elevato, spesso soggette a controlli di prevenzione incendi più stringenti. Corso addetti: il più completo, con parte teorica ampliata ed esercitazioni pratiche; per alcune attività è prevista una verifica dei requisiti tecnici degli addetti.
In sintesi: salendo dal livello 1 al 3 cresce il rischio dell’attività e, di conseguenza, la profondità della formazione richiesta agli addetti antincendio designati.
Come si determina il livello della tua attività
Il livello non si sceglie a piacere: discende dalla valutazione del rischio incendio dell’attività, che il datore di lavoro effettua tenendo conto di fattori come le sostanze e i materiali presenti, le lavorazioni, l’affollamento, la geometria dei luoghi e la presenza di persone con difficoltà di esodo. Alcune attività sono inoltre soggette al controllo dei Vigili del Fuoco, e questo incide sul profilo di rischio.
In pratica, il percorso è: valuto il rischio incendio dell’attività, individuo il livello (1, 2 o 3) e formo gli addetti antincendio sul corso corrispondente. Un’azienda di soli uffici di piccole dimensioni si collocherà tipicamente verso il basso; un’attività con depositi, lavorazioni a caldo o forte affollamento tenderà a salire. La valutazione va documentata e tenuta aggiornata.
Designazione, numero di addetti e aggiornamento
Individuato il livello, il datore di lavoro designa gli addetti antincendio in numero adeguato all’attività e li forma con il corso del livello corretto. Il numero non è fisso: dipende da turni, dimensioni e organizzazione, in modo che la squadra di emergenza sia sempre presente quando l’attività è in funzione. Gli addetti non possono rifiutare la designazione se non per giustificato motivo.
La formazione antincendio richiede inoltre un aggiornamento periodico: chi è stato designato deve mantenere aggiornate le proprie competenze secondo le cadenze previste. È un punto spesso trascurato, ma un addetto non aggiornato equivale, sul piano sostanziale, a una squadra di emergenza incompleta. Per la pianificazione conviene legare la scadenza dell’aggiornamento al calendario formativo aziendale.
Quale corso scegliere e dove formarti
La regola pratica è una sola: il corso degli addetti deve corrispondere al livello di rischio dell’attività determinato nella valutazione. Formare gli addetti su un livello inferiore a quello dell’attività non mette in regola; formarli su un livello superiore senza motivo è uno spreco. Per questo la determinazione del livello viene prima della scelta del corso.
Su 123Formazione è disponibile il corso per addetti antincendio (con i percorsi corrispondenti ai diversi livelli di rischio) e l’aggiornamento periodico. Per approfondire la logica dei livelli e degli adempimenti puoi consultare le guide dedicate ai livelli di rischio del corso antincendio, ai compiti dell’addetto e alle scadenze dell’aggiornamento.
Domande frequenti
Chi deve fare il corso antincendio?
Tutti i lavoratori designati come addetti alla prevenzione incendi e gestione delle emergenze devono seguire la formazione antincendio ai sensi del D.Lgs 81/08 e del D.M. 02/09/2021. Il numero di addetti dipende dalla dimensione e dal tipo di attività.
Quali sono i livelli del corso antincendio?
Con il D.M. 02/09/2021 sono stati ridefiniti tre livelli: Livello 1 (4 ore) per attività a rischio basso, Livello 2 (8 ore) per attività a rischio medio, Livello 3 (16 ore) per attività a rischio elevato. Ogni livello prevede una parte teorica e una pratica con esercitazioni.
Ogni quanto si rinnova il corso antincendio?
L’aggiornamento è obbligatorio ogni 5 anni. La durata dell’aggiornamento varia per livello: 2 ore per Livello 1, 5 ore per Livello 2, 8 ore per Livello 3. In caso di cambio di mansione o di variazione del rischio, è necessario ripetere la formazione.
Il corso antincendio può essere fatto online?
La parte teorica del corso antincendio può essere svolta in e-learning. La parte pratica (esercitazioni con estintori, evacuazione) deve essere svolta obbligatoriamente in presenza presso strutture attrezzate.
Come si calcola il livello di rischio incendio di un’attività: basso, medio o alto?
Il D.M. 02/09/2021 stabilisce i criteri di classificazione del rischio incendio in funzione di tre variabili principali: la tipologia dell’attività (es. uffici, depositi, attività produttive), il numero di lavoratori e di persone presenti, e la presenza e quantità di materiali combustibili o infiammabili. A titolo esemplificativo, un ufficio con meno di 10 persone e carico d’incendio ridotto ricade tipicamente nel rischio basso (Livello 1, 4 ore); un’attività commerciale di medie dimensioni o un’officina con quantità moderate di sostanze infiammabili rientra nel rischio medio (Livello 2, 8 ore); depositi di materiale combustibile, attività con sostanze infiammabili in grandi quantità o strutture con elevato affollamento sono classificate a rischio elevato (Livello 3, 16 ore). Per le attività soggette al controllo del Comando dei Vigili del Fuoco (D.P.R. 151/2011), la classificazione emerge dall’allegato al decreto.
Il certificato del corso antincendio da 8 ore (ex rischio medio) scade?
L’attestato del corso antincendio di Livello 2 (8 ore, attività a rischio medio ai sensi del D.M. 02/09/2021) non scade di per sé, ma l’addetto alla prevenzione incendi è obbligato a seguire l’aggiornamento periodico ogni 5 anni (art. 5 D.M. 02/09/2021), della durata di 5 ore per il Livello 2. La mancata effettuazione dell’aggiornamento entro la scadenza rende la posizione formativa non regolare, anche se l’attestato originale non porta una data di scadenza stampata. In caso di cambio di attività o variazione del livello di rischio dell’impresa, è necessario frequentare il corso del livello adeguato alla nuova classificazione.
Vedi tutte le FAQ: FAQ Antincendio — Domande Frequenti sulla Formazione
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